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| Il Sindaco | ||||||||||||||||||||||||||||||||
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Abbiamo parlato spesso di sviluppo e di vita sociale, di progetti culturali e di opere pubbliche, di aspettative dei cittadini e di risposte dell’Amministrazione. Ci siamo soffermati sovente sulle problematiche del presente e sulle possibili soluzioni da adottare nel futuro. Eppure non abbiamo ancora parlato pubblicamente di attività che sono state, soprattutto in passato, trainanti per l’economia del paese: l’allevamento e l’agricoltura. Il mestiere del contadino, dalle nostre parti, è spesso associato alla pastorizia e all’allevamento di ovini e bovini, ed è un lavoro difficile che richiede grandi sacrifici che allontanano inesorabilmente anche i giovani più ben disposti. Le difficoltà sono aggravate da una normativa evidentemente creata per adattarsi a luoghi morfologicamente più inclini a queste attività. Tutto ciò ne sta determinando la graduale scomparsa. Nel nostro Comune, la tradizione e la forza di volontà di molti nostri concittadini consentono al settore agricolo di resistere e di distinguersi positivamente nello scenario provinciale, regionale e nazionale. Anche l’Amministrazione Comunale ha sempre cercato di dare supporto a chi si dedica a questo lavoro con attenzione e sensibilità. Negli ultimi anni la stesura del nuovo P.R.G. ha tenuto conto delle esigenze dei contadini destinando vaste aree ad attività agricole e a possibili sviluppi aziendali. In particolar modo si è cercato di favorire gli interessati a trovare zone adatte per poter svolgere l’attività aziendale in condizioni favorevoli e distanti dal centro abitato. Come tutti sappiamo, nonostante la cura con cui svolgono il loro compito gli addetti ai servizi esterni, la presenza delle stalle all’interno del centro abitato costituisce un problema di igiene soprattutto per il transito degli animali, per il letame che viene accumulato e poi trasportato, per i liquami di tutti i generi che finiscono nelle fogne comunali ecc… Negli ultimi anni il nostro Comune ha subito delle importanti trasformazioni che sono sotto gli occhi di tutti. Di particolare importanza è stata la costruzione di nuovi insediamenti residenziali, con la conseguente crescita demografica dovuta al trasferimento di numerosi nuclei familiari provenienti da altre realtà comunali. Questa florida situazione ha contribuito a sottolineare la disdicevole coesistenza, nel centro urbano, di stalle e dimore residenziali, trasformando il problema in una emergenza di ordine pubblico. Il contadino e allevatore ha tutto il diritto di poter svolgere il proprio lavoro con tranquillità e in un luogo idoneo. L’esistenza delle cosiddette “stalle storiche” ha fatto supporre che le stesse potessero resistere alle sempre maggiori esigenze di tutti i cittadini. Purtroppo non è così. Questa Amministrazione, in accordo con i rappresentanti di categoria, ha ritenuto necessario far presente la questione ai diretti interessati, stabilendo un percorso e delle scadenze, dando così il tempo a ognuno di potersi organizzare adeguatamente. Va dato atto che c’è stato un grande spirito di collaborazione da parte di tutti per aver compreso le difficoltà e aver riconosciuto la necessità di prendere provvedimenti. Molti stanno già organizzando le proprie attività nelle aree idonee a debita distanza dalla zona urbana. La scadenza del 30 novembre, proposta in quanto coincidente con il ritorno degli animali dalla montagna, costituisce comunque il termine ultimo entro il quale bisogna trovare un’alternativa alla situazione di precarietà nella quale versano molte aziende. Fino ad oggi l’Amministrazione si è adoperata affinché i disagi ed i momenti di tensione non facessero scattare meccanismi di repressione che avrebbero comportato sicuramente responsabilità sia di carattere amministrativo che penale. La situazione, però, sta assumendo proporzioni sempre più incontrollabili anche da parte nostra. Riteniamo che gli imprenditori agricoli debbano seguitare ad esercitare la loro professione, ma devono farlo nel rispetto del prossimo e delle normative vigenti in materia. Raggiungere una forma ideale di convivenza aiuta ciascuno a svolgere il proprio lavoro con la massima tranquillità e con il miglior profitto. Con la certezza che tutti gli interessati abbiano capito l’importanza di questa iniziativa, il 30 novembre ci auguriamo di trovarci dinanzi ad un scenario sicuramente migliore rispetto a quello che abbiamo conosciuto fino ad oggi. Cercheremo di scongiurare qualsiasi azione coercitiva nei confronti di chi non dovesse aver ottemperato a quanto richiesto, sia chiaro però che è nostra ferma intenzione fare tutto ciò che si presenterà necessario affinché il piano ipotizzato si compia con lo scopo di riportare in questo paese quella tranquillità e quei rapporti sociali che ci hanno sempre contraddistinto.
Il Sindaco
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| Raccolta differenziata, qualche informazione (e qualche numero) | ||||||||||||||||||||||||||||||||
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Come noto il servizio di raccolta differenziata è gestito direttamente dalla Comunità Montana Amiternina, in convenzione con i Comuni che ne fanno parte. Nell'anno 2006 il servizio di raccolta dei materiali ingombranti e ferrosi è stato effettuato dall'1/1/06 al 30/06/06 dalla soc. PAVIND, con sede in Sulmona (AQ); dal 1/7/06 al 31/12/06 dalla Soc. ECOASPA AQUILANA COMBUSTIBILI con sede in Bazzano (AQ)
L a raccolta di carta, vetro e plastica è stata effettuata per tutto il 2006 direttamente dalla Comunità Montana Amiternina; i quantitativi sono stati conferiti presso la Soc. Ecoaspa Aquilana Combustibili, successivamente smaltiti secondo le seguenti modalità:- la carta presso la Cartiera SCA PACKAGING PORCARI LUCCA; - il vetro presso la Ditta autorizzata “ROVERE” di ROMA; - la plastica presso il la Ditta autorizzata “COREPLA” di MILANO. Per quanto riguarda i materiali cosiddetti “ferrosi ed ingombranti”, occorre tenere presente che in realtà all'interno dei cassoni vengono rinvenute anche ulteriori tipologie di materiali, alcune delle quali generano costi di smaltimento relativamente elevati e per le quali sono in vigore specifiche disposizioni legislative che ne regolamentano le modalità di smaltimento e prevedono sanzioni di carattere amministrativo e penale; cogliamo l'occasione per ribadire ancora una volta che comportamenti “scorretti” in tal senso, qualora accertati, saranno denunciati e perseguiti presso le Autorità competenti. Anche in questo caso cerchiamo di vedere come avviene lo smaltimento: - I materiali ferrosi presso la Ditta RIAB di Pescara e la Ditta PANDOLFI di Celano, con destinazione successiva presso l'acciaieria di Brescia; - I materiali legnosi presso la Soc. TROMBINI di Codigoro (FE) con destinazione riciclo; - Pneumatici presso la Soc. ADRIA di Pratola Peligna, con destinazione finale al riciclo; - Frigoriferi presso la Soc. CIRSU di Giulianova ove avviene la separazione dei gas presenti all'interno dell'elettrodomestico; La parte di rifiuti veri e propri viene conferita presso l'impianto DI FLORIO di Lanciano. Per quanto riguarda i Farmaci scaduti e le Pile esauste lo smaltimento avviene a mezzo della Soc. ORIM SpA di Macerata. Detto quanto sopra mi sembra interessante anche fornire qualche numero sul volume di quantità di alcuni materiali che vengono smaltiti, prendendo a riferimento quanto consuntivato nell'anno 2006:
Luciano Di Carlo
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| Opere Pubbliche: un paese in fermento | ||||||||||||||||||||||||||||||||
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Come ogni anno, arrivati a questo punto, si è nel pieno delle attività delle opere pubbliche. La particolarità oggettiva di questo 2007 sta nel fatto che molte opere sono già avviate e a queste si aggiungono i cantieri importanti già iniziati precedentemente.
A questa situazione si affianca una ripresa dell’attività edilizia privata (lottizzazioni in fase di decollo e licenze rilasciate). Per chi vede dall’esterno questa realtà ha la sensazione di un paese dinamico in piena evoluzione e sviluppo.
Ma andiamo a vedere nello specifico i vari settori:
Dissesto
idrogeologico: Palazzo Comunale:
Al progetto iniziale si è aggiunto il recupero del piano interrato. Infatti viaggia in parallelo la richiesta di finanziamento regionale per il recupero e la ristrutturazione degli archivi storici.
Arredo urbano: Previsti due progetti. Il primo di 100.000 Euro con inizio lavori 1° luglio 2007 e fine lavori 30 settembre, prevede la creazione di un marciapiede nella zona di San Lorenzo, la sistemazione e bonifica della vecchia autorimessa, con la creazione di un parcheggio e una fogna in Via Arco Veronica. Il secondo di 89.000 Euro con inizio lavori 1° luglio 2007 e fine lavori 30 settembre, prevede il recupero della fonte di Cae Toppo, e dell’Ex Forno alla Fonte Grossa.
Asfalto strade: Prevede il rifacimento del manto stradale di alcune vie e la sistemazione dei marciapiedi a Santa Maria. Importo dei lavori 150.000 Euro con inizio lavori 25 luglio e fine lavori 30 settembre.
Piano di recupero: In fase di progettazione, Importo dei lavori 250.000 Euro, prevede il recupero di una zona di San Lorenzo, tra Piazza dell’Aia e Via Picchione. Inizio dei lavori marzo 2008. Illuminazione pubblica: In questo progetto sono previsti 200.000 Euro ai quali se ne aggiungeranno altri 36.000 per ampliamenti vari che verranno progettati al di fuori di quelli programmati. Realizzazione del collegamento della rete fognante del Colle: Importo dei lavori circa 10.000 Euro. Realizzazione di un pozzo artesiano: Importo dei lavori circa 20.000 Euro, inizio lavori 15 luglio 2007, fine lavori 10 agosto. Il pozzo ha una portata di circa 10 litri al secondo ed una profondità di 165 metri. Altre opere in cantiere riguardano la messa in sicurezza dal punto di vista statico dell’edificio scolastico di Villa San Pietro, secondo le indicazioni della legge 281/02 con un finanziamento di 169.000 Euro. A questo vanno aggiunti alcuni lavori per un adeguamento funzionale, resosi necessario per avere una migliore funzionalità e fruibilità. Altre opere, questa volta private, sono la definizione di alcune lottizzazioni come gia indicato nel Piano Regolatore (ben tre tra la zona del Mulino e San Lorenzo, Piazza della Pace, Vallicella, Via Raiolo, e quella di Cae Re tra Pizzoli e Barete, già approvata come Piano di Lottizzazione nel Consiglio comunale del Maggio 2007.
C’è infine una richiesta di finanziamento Regionale per la sistemazione dell’area centrale di Cavallari con una compartecipazione del Comune del 40%).
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| Il nuovo Piano di Zona | ||||||||||||||||||||||||||||||||
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Il punto di partenza per orientare le nuove scelte è la definizione del profilo sociale: Il nostro ambito è costituito da 13 comuni montani su una superficie di circa 600 kmq. Sono 18.948 i residenti e c’è una forte dispersione degli abitanti con conseguente isolamento sociale e fisico.Marcata la tendenza al progressivo invecchiamento tanto che gli ultra 65enni sono un quarto della popolazione: tutto questo comporta una dipendenza e quindi un carico sociale, cioè una parte della popolazione deve essere sostenuta da quella attiva e indipendente. A tale scopo si sono privilegiati i servizi che mirano ad alleggerire questo carico, avere continuità negli interventi, tutelare le fasce più deboli e garantire le prestazioni che riguardano:
I MINORI E LE FAMIGLIE : con forme di sostegno psicosociale, domiciliare, economico dando priorità alle famiglie con maggior carico assistenziale;
I DISABILI : promuovendo il benessere della persona, sostenendola scelta della permanenza nel proprio domicilio anche con l’attivazione di prestazioni di assistenza domiciliare;
GLI ANZIANI : con il sostegno dei centri diurni, la teleassistenzaed il telesoccorso, i soggiorni marini, le cure termali, l’assistenza domiciliare; GLI IMMIGRATI : con il segretariato per il sostegno per la comprensione di leggi, per favorire l’integrazione sociale e per compilare la modulistica a loro necessaria, e con la figura del mediatore culturale a scuola;
SERVIZI GENERALI : il segretariato sociale ed il pronto intervento sociale.
Il costo generale che copre il triennio 2007/ 2009 è di circa 2milioni e 230 mila euro.
Angela D'Andrea
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| ...Scegli TU! | ||||||||||||||||||||||||||||||||
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P rocedono velocemente i lavori per la ristrutturazione dell’edificiocomunale e, probabilmente, per l’anno prossimo potremmo già ammirare l’edificio completamente modernizzato.
Nel frattempo è stato ristrutturato anche l’ex municipio dove sono stati temporaneamente spostati gli uffici e l’attività amministrativa.
Le due strutture rappresentano pezzi di storia e, dal punto di vista artistico e culturale, ognuno ha una propria bellezza. Entrambi belli, entrambi meritevoli di rappresentare il paese ma entrambi così diversi!!
L’uno antico, espressione di un tempo lontano che rivive attraverso uno stile architettonico suggestivo che lo rende un patrimonio inestimabile; l’altro imponente e sicuramente condizionato da un tempo più recente che ne rende inevitabilmente moderna la struttura.
Ed è proprio per questa diversità che, forse, vale la pena chiederci quale dei due edifici si avvicina più ai gusti dei cittadini e ne rispecchi maggiormente le esigenze. Se è vero,però, che la bellezza è puramente oggettiva, è anche vero che i gusti sono estremamente personali e soggettivi. Prima di poter dire se un edificio è bello o brutto è necessario “osservarlo”, e questo è un atto essenzialmente intellettuale.
La mera visione non è osservazione, ma, mentre la visione non comporta l’osservazione, l’osservazione comporta il giudizio ed è proprio di questo giudizio che abbiamo bisogno. Proprio perché il comune rappresenta il paese sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i cittadini stessi in merito alla “ scelta” della sede municipale.
Chiediamo, pertanto, a quanti di voi intendano far giungere la propria voce di esprimersi attraverso la compilazione di appositi moduli presenti in Municipio.
Michela Cacciamani
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| I racconti dei nonni di Pizzoli all'Università dell'Aquila | ||||||||||||||||||||||||||||||||
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I nonni degli alunni dell’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani” di Pizzoli, protagonisti del I laboratorio “I nonni compagni di scuola” sono stati, con il loro libro “Non c’era … una volta”, protagonisti di una inconsueta lezione nell’Istituto di Didattica della storia all’Università degli studi di L’Aquila.
Quando il professore Gilberto Marimpietri mi haproposto un intervento nella sua lezione di Didattica della storia per portare agli studenti un’esperienza pratica di didattica, ho provato una strana sensazione: l’idea di tornare in un’aula universitaria dopo circa trent’anni, si accompagnava ad una vaga forma di ansia. “In fondo” mi dicevo “è come tornare lì a raccontare a compagni di scuola un’esperienza… Certo, solo che i compagni di scuola hanno l’età delle mie figlie…”. E’ arrivato il fatidico giorno. La professionalità e la sensibilità del professore hanno messo subito a nostro agio me e la mia collega Rosella Liberatore. Oggetto del seminario è stato il libro “Non c’era… una volta” pubblicato nel 2005 dai Comuni di Pizzoli e di Barete. Il volume costituisce la verifica finale di un progetto triennale che ha visto i nonni degli alunni dell’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani”protagonisti del laboratorio “I nonni compagni di scuola”. Gli studenti universitari hanno seguito con notevole interesse l’esposizione del percorso didattico e delle strategie metodologiche messe in atto. Indubbiamente la novità che ha incuriosito è stata la presenza dei nonni in classe. Indimenticabili lo stupore e l’interesse dei giovani nell’osservare, durante la proiezione delle diapositive, l’espressione e l’atteggiamento dei nonni nel lavoro con i bambini. Le domande, poste al termine dell’esposizione, hanno evidenziato, oltre alla preparazione degli allievi, un forte desiderio di conoscere le problematiche scolastiche, in continua e rapida evoluzione. E’ stato anche espresso l’augurio che si ripetano incontri come quello appena concluso, in cui, grazie all’attenzione del professor Marimpietri verso i bisogni reali dei suoi studenti, è stato possibile un confronto tra la teoria accademica e la pratica didattica sul campo. Salutando i ragazzi, ho colto nei loro sguardi i sogni e le speranze di quando, alla loro età, mi avviavo a percorrere la stupenda strada dell’insegnamento, convinta che il nostro lavoro fosse il più bello del mondo e, nonostante le difficoltà, costituisse davvero una “missione”. Il loro sorriso ha dato nuovo vigore e fiducia al mio lavoro: se nella nostra Università operano allievi e docenti come i protagonisti del seminario che mi ha ospitato, pronti ad affrontare con professionalità e coraggio l’insegnamento, possiamo guardare con serenità al futuro dei nostri bambini. Nella nostra scuola, mi riferisco con orgoglio all’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani”, “si fanno tante cose belle” (espressione rubata ai miei alunni). Sono convinta che il nostro Istituto sia un’isola felice, dove si registra la preziosa e puntuale collaborazione dei genitori e l’operosità delle amministrazioni locali. Non è facile trovare amministratori attenti alle esigenze della scuola. Il mio pensiero va al vicesindaco di Pizzoli, Angela D’Andrea, sempre presente nelle progettazioni dei lavori, pronta ad entusiasmarsi con me e a sostenere anche i miei momenti di scoraggiamento. Grazie alla sua volontà abbiamo fissato un importante traguardo che ci prefiggiamo di raggiungere: avviare a Pizzoli il famoso progetto dell’Associazione Nazionale Pediatri Italiani “Nati per leggere”. Il prossimo anno scolastico vedrà ancora i Nonni a scuola per il II laboratorio “I nonni compagni di scuola”: insieme percorreremo, ancora una volta, attraverso i ricordi e le testimonianze, la vie della Storia. A settembre saremo sicuramente tutti (nonni, genitori, amministratori, insegnanti) pronti a partire per un nuovo viaggio che, ci auguriamo, sia affascinante ed emozionante come quelli già compiuti.
Rita De Paulis
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| Il dito nella piaga | ||||||||||||||||||||||||||||||||
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Nell’approvare a maggio il rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2006 abbiamo registrato, in termini di competenza, un disavanzo di 202.000 euro. Di questa cifra la vera voragine è stata determinata dal comparto raccolta e smaltimento rifiuti con circa 150.000 euro di disavanzo (differenza tra le entrate dalla T.R.S.U. compresa la somma delle quote che ci rimborsano i comuni che confluiscono in discarica, e la spesa rappresentata dai costi di raccolta rifiuti e gestione discarica). Sull’argomento vorrei fare un’accurata e profonda riflessione.
A titolo strettamente personale riconosco al Sindaco di aver operato, a suo tempo, con coraggio e perspicacia nel realizzare l’attuale discarica (era il 2001), quando chi, anziché dare il suo contributo su un argomento così importante e bipartisan, ebbe a dichiarare “dopo gli onori prendetevi anche gli oneri. Nel 2006 per problemi dovuti allo smaltimento del percolato (il liquido prodotto dalla fermentazione dei rifiuti e altamente tossico) la discarica è stata sequestrata per diversi mesi. Sono seguiti lavori per l’adeguamento ai dettami dell’autorità giudiziaria e provvedimenti per lo smaltimento del percolato (ditta inadempiente), il che ha determinato per l’amministrazione comunale uno sforzo economico non indifferente.
Qui però vorrei fermarmi un attimo e fare un breve chiarimento. Il Sindaco nell’editoriale di aprile 2006 del periodico “Contatto diretto” dichiarava: “a seguito di un esposto è stata sequestrata la discarica” e poi alla fine affermava “se qualcuno pensa di intimorirci si sbaglia”. La dichiarazione sicuramente potrà aver dato adito a chissà quale teorema, mentre in realtà la vicenda si riassume con l’esposto di un nostro compaesano, che per motivi che ben conosce il Primo Cittadino, ha ritenuto di agire in quel modo. Sulla vicenda non intendo spendere una parola in più se non per dire che comunque il problema a monte esisteva. Attualmente nella nostra discarica confluiscono i comuni di Barete, Cagnano Amiterno, Campotosto (da qualche mese) e fra non molto anche Capitignano, che ci ha consentito di scaricare nel suo sito i rifiuti durante il periodo di sequestro e per questo motivo in via di saturazione. Per tale servizio essi compartecipano alle spese di gestione della discarica consortile. Sia il buon senso, sia il decreto legislativo 267 del 2000 per quanto concerne i servizi associati nei comuni contermini, sia infine uno dei principi del diritto amministrativo in termini di mutualità tra pubbliche amministrazioni, consentono l’attuazione di questo collaborazionismo tra i comuni dell’Alta Valle dell’Aterno su un tema così importante.
Il sistema di smaltimento rifiuti così detto “a discarica” è stato superato già dal decreto Ronchi, ha un alto costo di gestione (smaltimento liquami), ed inoltre il continuo aumento dell’eco tassa ne incrementa ulteriormente il costo, senza contare poi che, una volta inattivo (giunto a saturazione), comporta per molti anni un attento lavoro di vigilanza ecologica. Conseguentemente non sarebbe un’eresia pensare di ritoccare ulteriormente la T.R.S.U.o praticare una modesta addizionale I.R.P.E.F.(perché lo smaltimento rifiuti è spesa corrente). Un impianto di smaltimento rifiuti, invece, che possa servire un bacino di circa 80.000 - 100.000 utenti dove, per intenderci, venga lavorato il rifiuto separando le varie componenti solide dall’umido, sarebbe la soluzione ideale associato ad una sensibile campagna di raccolta differenziata.
In questi ultimi anni però abbiamo assistito, nel territorio aquilano, a dispute politiche da entrambi i fronti che hanno determinato l’immobilismo assoluto, ed il nostro rimanere con la discarica è il risultato di questo immobilismo (non di Pizzoli). I comitati di protesta poi l’hanno fatta da padroni, perché sia ben chiaro, non sono le persone delegate dal popolo a fare il proprio dovere nelle sedi opportune, ma appunto i comitati di protesta! Vista poi la partecipazione assai trasversale di molti partecipanti all’ultimo comitato contro la localizzazione dell’impianto a Sassa, sono sempre più convinto che alla fine involontariamente si siano fatti gli interessi di “Costa Nostra” secondo la logica: “scaricare a Lanciano comunque e da ovunque ai costi che conosciamo”. Nel 2005 abbiamo costituito un sub ambito a cui hanno aderito 37 comuni del comprensoriosu input della Provincia, perché ad essa il decreto Ronchi assegna le competenze in termini di organizzazione per lo smaltimento dei rifiuti. A tutt’oggi la Provincia nonostante il bruciante avvio dell’assessore Michele FINA, ben intenzionato a risolvere questo annoso problema anche a costo di nominare un commissario ad acta, non mi sembra che abbia prodotto degli sviluppi significativi. Ora ascoltando recentemente l’assessore regionale all’ecologia Franco CARAMANICO apprendo che questi non ritiene necessaria l’istallazione, nella nostra regione, di un termovalorizzatore (altra variante a cui sarei molto propenso) poiché circa un terzo del pattume prodotto in tutta la regione verrebbe impiegato per alimentare gli altoforni dei cementifici. Questa opzione è in via di definizione con gli impianti della nostra regione. Ciò comporta però un impiego molto spinto della raccolta differenziata, a detta dell’assessore si dovrebbe arrivare a breve al 60%. Per il nostro territorio è pura fantascienza, in tutto il comprensorio comunale di Pizzoli abbiamo pochissimi punti di raccolta differenziata, anzi la nostra cultura ci porta a versare nei cassonetti dei rifiuti di tutto, altro che raccolta differenziata! E allora? Che fare? Anzitutto praticare un’incisiva politica volta a sensibilizzare i cittadini ad incrementare la raccolta differenziata, aumentando i punti di raccolta o iniziare con il porta a porta. Si dia vita poi ad un’incisiva azione d’iniziativa collaborativa tra i sindaci nel territorio del sub ambito già formato da 37 comuni. Nel caso in cui il nostro territorio dovesse essere interessato ad una eventuale istallazione di un impianto di qualsiasi genere, la logica del servizio s’imponga sulla disputa territoriale (non possiamo vantarci di essere un paese che cresce solo in termine di abitanti). Una cosa è certa, su questo impopolare argomento sarò sempre dalla parte di chi, usi l'iniziativa con coraggio e caparbietà, per il bene comune, prevalendo su chi con ignavia ama rimanere a braccia conserte.
Massimiliani Angelucci
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| Incontro con il vescovo Sikasso a Marruci | ||||||||||||||||||||||||||||||||
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S abato 9 giugno la nostra comunità ha incontrato Monsignor Tiama, il vescovo della Diocesi di Sikasso dietro la cui richiesta è nato il progetto di sostegno a distanza a cui lavorano l’LVIA e l’Associazione Fraternità. C’è stata grande partecipazione all’avvenimento, anche il giorno successivo a L’Aquila, quando Monsignor Tiama ha incontrato il vescovo Giuseppe Molinari durante la celebrazione del Corpus Domini, che quest’anno coincideva con la festa di San Massimo, patrono della città. In occasione della sua presenza a Roma, il vescovo ha approfittato del nostro invito a Marruci per conoscere il collettivo dell’Associazione, dandoci modo di ricambiare l’ospitalità che aveva offerto lo scorso anno alla piccola delegazione marrucina in viaggio in Mali (delegazione di cui ho fatto parte anch’io, insieme con Osvaldo e Alessia, rispettivamente ex e nuovo presidente).
Dopo aver celebrato insieme la Santa Messa, il vescovo si è intrattenuto con noi nel pomeriggio fino alla cena in Parrocchia, davanti ad un bel piatto di amatriciana, e sia nei momenti di preghiera che in quelli di svago ho ritrovato in lui la stessa affabilità e la stessa voglia di fare che avevano reso il mio primo incontro con lui un ricordo speciale. Anche questa volta, infatti, Monsignor Tiama è riuscito a trasmettere in modo vigoroso ma delicato la fiducia e la grinta indispensabili per continuare il cammino di solidarietà intrapreso insieme all’LVIA in questo progetto adozioni; l’ha fatto non soltanto con le sue parole, ma anche e soprattutto con la sua stessa presenza.
Sicuramente il suo “grazie” è stato una sorta di premio per tutto l’impegno e i piccoli sacrifici fatti in questi anni di lavoro insieme, ma il suo stare in mezzo a noi, oltre che gratificante, è stato molto utile per riscoprire la vera essenza delle associazioni come la nostra: nella ricerca di valori che diano pienezza alla vita, la sua presenza è stata il segno tangibile della collaborazione necessaria per costruire qualcosa di buono, per raggiungere un obiettivo comune.
Per concludere, poiché si dice che c’è sempre qualcuno che ha esposto il concetto nel migliore dei modi, cito una frase di Seneca che racchiude in poche parole quello che dobbiamo impegnarci a far essere lo spirito di ogni nostra iniziativa: …La società è assai simile alle pietre che formano una volta, che, destinate a cadere se non si sostenessero a vicenda, si reggono proprio per il reciproco sostegno…
Silvia Frattale
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| Arte in movimento | ||||||||||||||||||||||||||||||||
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G iovedì 14 giugno 2007 si è tenuto presso il Teatro Comunale dell’Aquila l’annuale saggio di danza “Arte in movimento”, che ha sede in Marana di Montereale e che opera anche a Pizzolipresso il Palazzetto dello sport.
“Un sogno infantile”, diventato realtà attraverso i miei allievi, inseguito e rimasto per anni custodito in un cassetto ed emerso in un piccolo angolo di mondo, dove costruire qualcosa risulta spesso un’impresa impossibile, dove l’incredulità e, qualche volta, l’indifferenza sgretolano anche le più forti convinzioni. Anni fa ho fatto una scelta, procedere da sola nel credere di poter continuare a perseverare nella possibilità di rendere accessibile a tutti quest’arte, sforzandomi di far assaporare questa esperienza come conoscenza e stimolo ad un confronto pulito, come occasione per capire se si ha veramente del talento, come un momento di aggregazione durante il quale percorrere i corridoi dell’arte, cercando di scoprirli con rispetto e con umiltà.
Non sono mancati momenti in cui, non contemplando la realtà quelle che erano le mie aspettative, la cocente passione ha lasciato il passo ad un consapevole ed inevitabile abbandono. Ma spesso la semplicità di una parola e il calore di un gesto possono riaccendere la speranza e ti fanno capire che se hai dell’amore in te, occorre lasciarlo fluire senza condizioni nel modo in cui irrazionalmente esce da ognuno di noi, senza pensarci e senza chiedere e confermano che quando si lavora con passione e tenacia si possono toccare le corde del cuore della gente.
Allora continuo a credere che crescere ogni giorno al fianco dei nostri ragazzi è segno di profondo amore.
Grazie a tutti coloro che sostengono la nostra scuola e che ogni anno permettono di accendere le luci del palcoscenico, a tutti un arrivederci a settembre prossimo.
Claudia Carluccio
L'officina dei giovani talenti al VIA....
Colgo l’occasione per informare che il progetto comincia a muovere timidamente i suoi primi passi, con il patrocinio dei comuni di Pizzoli, Montereale, Cagnano, Capitignano, Barete; Acquista credibilità anche con l’aiuto di sponsor privati e vedrà il suo primo svolgimento nella settimana tra il 12 e il 18 agosto, con un programma ricco ed interessante che ospiterà la danza nello splendido paesaggio dei paesi dell’Alta Valle dell’Aterno. Si terranno lezioni di danza classica, moderna e contemporanea, per tutti i livelli (principianti, intermedi e avanzati), con maestri di fama internazionale presso la palestra sita in Marana, contemporaneamente ci saranno ogni giorno visite guidate nei luoghi ameni del circondario. Un interesse particolare è rivolto ai bambini per i quali è prevista una giornata in fattoria e una al mulino, per stabilire un contatto diretto con la natura e con i prodotti che da essa si possono ricavare. Escursioni a piedi e a cavallo per percorsi storico-archeologici. Ogni sera un evento tra sagre, spettacoli e musica. I programmi dettagliati saranno curati dai singoli comuni.
Buon divertimento a tutti per un’estate che ridoni splendore ai nostri paesi.
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| L'acqua | ||||||||||||||||||||||||||||||||
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E’ stato realizzato il pozzo in località S. Antonio per far fronte all’emergenza acqua che sempre più spesso angoscia soprattutto una parte del nostro comune. “Problema risolto” si potrebbe pensare ma c’è bisogno di un’analisi più approfondita. Se è vero che gli effetti del cambiamento climatico incidono molto sulle sorgenti è anche vero che di questo bisogna tener conto e farne tesoro per il futuro. Allo stato attuale si registra un abbassamento della portata delle sorgenti che ha determinato il superamento del limite minimo del serbatoio. Si è dovuto ricorrere alla chiusura notturna per permetterne il ripristino e soddisfare il fabbisogno idrico della popolazione nelle ore diurne, ma è stato necessario chiudere alcune ore anche durante il giorno.L’acqua sarà sempre più poca, difficile da raggiungere e gli enormi sprechi contribuiscono ad accelerare quest’andamento. Si richiede, pertanto, una collaborazione fondamentale da parte di tutti, che consiste nell’uso oculato e civile di questo bene, tanto prezioso, evitando soprattutto di irrigare orti e giardini, di lavare automobili e di limitarsi ad un uso domestico. Bastano pochi accorgimenti per evitare inutili sprechi:
- un frangiflusso applicato al rubinetto fa risparmiare circa il 50% - un rubinetto che gocciola può consumare fino a 4000 litri l’anno - un prelavaggio in lavatrice consuma molta acqua e può essere sostituito da un ammollo risparmiando circa 8000 litri l’anno - la doccia dimezza i consumi rispetto alla vasca: 40-50 litri contro 80-100 e chiudere il rubinetto mentre ci si insapona salva altri 15 litri - spazzolarsi i denti con il rubinetto chiuso ne salva altri 20, esattamente la disponibilità giornaliera di un africano benestante che vive in città!
Sono sicura che la nostra volontà e le nostre abitudini ci consiglieranno altri efficaci rimedi… adottiamoli.
L’AMBIENTE CI APPARTIENE... IMPARIAMO A CONSERVARLO
Angela D'Andrea
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| BREVI | ||||||||||||||||||||||||||||||||
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